Alzi la mano l’innamorato respinto che per un istante non abbia sognato d’avere tra le mani un filtro d’amore?
Una pozione capace di far dire al lui o lei recalcitrante “Sono pazzo di te”.
Un tempo fattucchiere e streghe ci hanno provato con una pianta che cresce sul monte Baldo in Trentino. E i poveretti che hanno ingurgitato la pozione d’amore dovevano avere stomaco forte perché il giusquiamo, per i botanici Hyoscyamus niger è una pianta puzzolente. A guardarla parrebbe innocua, fors’anche bella con dei grandi fiori gialli, ma il giusquiamo conosciuta anche come “pomata delle streghe” è molto molto pericolosa, persino mortale.
Cresce nelle zone concimate presso le malghe. Alto poco meno di un metro, ha un odore fetido, fiori a forma di calice e fiorisce da maggio ad agosto.
Ebbene questa pianta sarà una delle curiosità che gli appassionati potranno osservare (la si trova - oltre che in montagna - nell’orto botanico di Brentonico) nel corso di Baldo Speziale, la manifestazione promossa dal Patto Baldo Garda e l’Apt Rovereto Vallagarina con il coinvolgimento dei comuni di Ala, Avio, Brentonico, Nago che ha per tema le erbe officinali, in cui il Baldo è stata centro di una serie di appuntamenti sino al 29 agosto; dalle escursioni alla ricerca di erbe officinali, al corso di cucina per cucinarle, menù a tema nei rifugi, appuntamenti musicali, mercatino degli speziali, visite nelle malghe.
Il giusquiamo serviva dunque per fabbricare filtri d'amore poiché grazie alle sue proprietà allucinogene poteva propiziare la disponibilità dell'amante e lo stesso effetto si otteneva portando addosso almeno tre foglie della pianta che avevano, pare, la virtù di procurare la simpatia degli avversari e di cancellare la sfiducia o le riserve dei diffidenti.
Ma il giusquiamo è molto di più d’un presunto filtro d’amore. La fama di questa pianta è carica di mistero. Si racconta che durante la seconda guerra mondiale venisse usata dalla Gestapo come siero della verità per la sua capacità di indurre stati di tipo ipnotico. A battezzarla come “siero della verità” fu Henry House nel 1931. E sono molti gli studiosi di criminologia che inseriscono il giusquiamo nei trattati di tortura (sebbene la maggioranza concluda col ritenere che la tortura fisica fosse molto più efficiente delle misture).
Conosciuta sin dall’antichità si narra che fu proprio una pozione a base di giusquiamo a ispirare la morte apparente di Giulietta nella tragedia shakespeariana. Naturalmente uccelli e animali se ne tengono prudentemente lontani, avvertiti anche dal cattivo odore che emana, tranne il maiale che pare non ne subisca i letali effetti.
La pianta fu usata nell’antichità anche come anestetico e tra le curiosità da segnalare c’è quella del Friuli dove è usanza piantare il giusquiamo nelle vicinanze delle stalle per tenere lontane le vipere.
Però con il giusquiamo non si scherza. Ne sa qualcosa il re dei fornelli Anthony Worrall Thompson, proprietario di diversi ristoranti a Londra, che recentemente pubblicò su una rivista di settore un’insalata a base di giusquiamo, per poi profondersi in pubbliche scuse. Pare avesse confuso la pianta con una più innocua e banale insalata selvatica.
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