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01/12/2009

NATALE 2009: IL BELLO E L’UTILE...

Consumi e tendenze – I regali per il Natale (e non solo) nell'anteprima MACEF 2010

In Italia negli ultimi due lustri tutti i fattori demografici sono letteralmente esplosi: l’età media della popolazione (oggi l’aspettativa di vita è di 78 anni per gli uomini e di 84 per le donne), il numero di famiglie monocomponente (solo i single sono quasi sette milioni, senza contare i 2 milioni di separati, divorziati e vedovi), l’immigrazione; tutti trend che hanno inciso come mai in precedenza sull’equilibrio fra i grandi capitoli di spesa del paese (sanità, immobiliare, alimentare) e – naturalmente – sulla quantità, sulla qualità e sul mix dei consumi.

Basti pensare – lo dice l’Istat - che un single per viaggi, tempo libero e cultura, spende poco meno (il 27,8% del suo budget contro il 34,7%) di una intera famiglia di quattro persone; e che sempre i single (dati Coldiretti) spendono per gli acquisti alimentari il 64% in più rispetto alla media delle famiglie italiane (312 euro al mese, oltre i 2/3 rispetto ai 190 euro al mese di ogni singolo componente di una famiglia tipo italiana formata da in media da 2,5 persone).
Dal canto suo anche la famiglia ‘tradizionale’ si trasforma. Sempre più vecchia, con meno figli ma anche più allargata: entrano baby sitter, colf e badanti ma anche ‘altri genitori’ , reduci da separazioni e divorzi, che si portano dietro altri figli; spesso è formata un solo genitore, soprattutto donne, con figli, oppure coppie di anziani con ancora i figli-adulti a carico, che non se ne vanno di casa perché non trovano lavoro.

Su questo epocale mutamento di abitudini e stili di vita si è sovrapposta negli ultimi anni una crisi economica anch’essa senza precedenti che ha alterato, in tutto il mondo, il rapporto fra consumi e credito e che – sommandosi agli elementi precedenti – ha costretto l’intero ciclo produzione-distribuzione-consumo a regole e comportamenti del tutto nuovi.

Parlare di tendenze in questo scenario è improprio. Il vero grande trend del consumo che ci è stato lasciato in eredità dalla crisi è la forte contrazione del prodotto di fascia media, a favore sia del prodotto di bassa qualità e basso prezzo sia del prodotto di elevata qualità a prezzo più elevato (ma – si badi bene – con un crescente quality pricing, vale a dire che oggi la gente è disposta a spendere un po’ di più per la qualità però a patto che questa qualità sia reale e riconoscibile e non solo supposta e dichiarata).

Tutti gli esperti concordano che compie un gravissimo errore chi pensa, per uscire dai guai presenti, di abbassare la qualità: in realtà il mercato italiano continua a chiedere qualità (e tanta gente fa fatica proprio per rinunciare ad essa) mentre sui mercati internazionali tutte le prospettive del Made in Italy sono legate alla nostra capacità di garantire una reale top quality: lo chiede l’84% dei nostri clienti all’estero (dato KPMG).

E’ in questo scenario di forte perplessità alimentato da speranze, previsioni e ipotesi che ci avviciniamo al Natale, cioè il periodo dell’anno in cui, complici la tradizione e la ‘tredicesima’, gli Italiani investiranno in regali una parte cospicua del loro budget annuo. L’anno scorso (fonte Federconsumatori-Adusbef) i consumi interni nel periodo natalizio avevano subito una forte contrazione (20%, pari a 2 miliardi di euro in meno). In realtà le previsioni per il prossimo Natale sono di tutt’altro tenore e tutti si aspettano un sia pur modesto incremento dei consumi.

Su quali basi? Quali sono – se esistono – le tendenze più attuali del consumo in fatto di regalistica? Una prospezione presso gli espositori di Macef, limitata alle novità lanciate sul mercato negli ultimi mesi, quelle in arrivo e quelle ‘annunciate’ (quindi non necessariamente ‘novità di Natale’) fornisce alcune indicazioni di massima: i prodotti che sembrano andare per la maggiore in questa fase rispondono al criterio del bello e dell’utile, con un’evidente – anche se non preponderante – attenzione verso materiali naturali, ecologici e riciclabili e con un altrettanto evidente tentativo di innovazione formale. Sembra prevalere la decorazione sulle forme più semplici e ‘pulite’, l’effetto sorpresa (la borsa che si fa portafiori, trasparenze vedo-non-vedo), il tentativo di applicare la tecnologia al quotidiano (come nel cappellino che incorpora gli speaker di alta qualità per ascoltare la musica e le telefonate); e poi lampade, borse e diffusori per fragranze domestiche.

Dietro le forme e le suggestioni, poi, sta il mondo produttivo. Attualmente le prospettive di rilancio – fanno notare un po’ tutti - risiedono nella ricerca e nell’innovazione. Una innovazione, tuttavia, che non faccia leva solo su variazioni minime e superficiali bensì sulla capacità di riempire di nuovi, più autentici, significati le cose che vengono costruite, di generare una valenza estetica più forte attraverso forme e linguaggi moderni tali da riuscire a formulare proposte più credibili e apprezzate. Tuttavia è proprio su questa strada che si muove la ricerca in questo campo: quasi tutti i nuovi prodotti di molti espositori sono stati in base ai risultati di ricerche di mercato volte a conoscere a fondo il consumatore di oggi, quello frastornato dalla crisi economica e che al tempo stesso ha la casa ormai piena di oggetti e prodotti d’uso. Un consumatore quindi che sta imparando a riconoscere ed apprezzare il bello e l’utile, con un occhio attento alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico. Temi cari alle aziende presenti a Macef, che si presentano così come modello di capacità imprenditoriale strategica.


nella foto: Borsetta in rame, simpatico svuotatasche, elemento decorativo floreale e per mille altri
usi. Made in Italy - Dim. cm. 25x10 h. 22 di Celato Rito sdf



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