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20/10/2009

ALIMENTAZIONE E SALUTE: STRETTO IL LEGAME TRA AGRICOLTURA E CONSUMO AD AGRILEVANTE 2009

E’ iniziata con un vero e proprio focus sugli aspetti nutrizionali e sulla salubrità dell’uva pugliese la carrellata di convegni ed eventi, organizzati nell’ambito di Agrilevante 2009.

Il fitto programma si è rivelato fortemente variegato, passando attraverso le filiere agro-energetiche, i combustibili, la frutticoltura, la sicurezza delle macchine agricole, la bioenergia.

Due gli appuntamenti del Forum sull’Uva da Tavola. Nel corso del convegno mattutino su L’organizzazione dell’offerta e le esigenze del consumatore, organizzato da Regione Puglia-Assessorato alle Risorse Agroalimentari, Fiera del Levante, Provincia di Bari, ICE, IAM e Coldiretti Puglia è emersa prepotentemente la necessità di aggregare l’offerta per soddisfare la richiesta di uva pugliese proveniente dalle strutture della Grande Distribuzione Organizzata e garantire al consumatore qualità, genuinità e origine del prodotto acquistato. Al dibattito hanno preso parte tutti i rappresentanti della filiera produttiva, delle associazioni dei consumatori, della GDO, degli esportatori, delle organizzazioni dei produttori, nonché dei rappresentanti del mondo delle istituzioni di ricerca pubbliche e private. Sono giunti input reali ed efficaci nel corso della tavola rotonda, finalizzati all’ottimizzazione della filiera per una migliore competitività, una produzione rispondente alle reali richieste del mercato, una efficace integrazione tra gli operatori della filiera, perché, purtroppo, resta molto larga la forbice tra i prezzi riconosciuti in campagna rispetto a quelli pagati dai consumatori finali.
Di taglio scientifico il convegno pomeridiano su Ricerca, innovazione e mondo della produzione: il network Puglia per l’uva da tavola. L’attenzione si è concentrata sulle innovazioni attinenti varietà, aspetti agronomici, problematiche fitosanitarie, produzione biologica, post-raccolta e recupero energetico degli scarti di potatura. Proprio sul fronte commerciale e del consumatore finale diviene determinante proporre un prodotto sempre più rispondete alle esigenze delle famiglie, con una sperimentazione scientifica capace di incrociare appieno l’attività e lo sforzo imprenditoriale del mondo produttivo. Di rilievo l’investimento dei produttori di uva da tavola per orientarsi “su cultivar” che per qualità fisiche e organolettiche riescano a soddisfare positivamente il mercato. Determinante sarebbe attuare – è emerso nel corso del convegno - iniziative anche pubblicitarie per aumentare il consumo di uva da tavola in Italia, attraverso la presenza capillare in tutti i punti vendita di prodotti ortofrutticoli e per tutto il periodo della produzione (giugno – dicembre), ciò anche attraverso la promozione del prodotto.

Di particolare rilevanza il convegno organizzato da Unacoma/Itabia sul Progetto Bites “Le buone pratiche in Europa nel settore dei biocombustibili”. Sono stati costituiti tre gruppi di lavoro composti da esperti di biocombustibili per analizzarne l’adozione sotto tre diversi aspetti: tecnico, legale ed economico. Gli obiettivi del Progetto, promosso da 5 associazioni nazionali che creano un network di più di 600 membri e rappresentano diverse regioni dell’Unione europea, consistono nell’ottimizzazione delle filiere di biocombustibile (diffondendo le “migliori pratiche” nel settore, evidenziando le migliori soluzioni tecnologiche e riducendo i costi connessi agli aspetti della filiera), nell’organizzazione e attivazione di una campagna di informazione strutturata e nella preparazione di raccomandazioni tecniche per accelerare l’implementazione delle politiche europee in materia.

Sempre l’Itabia (associazione impegnata da 25 anni nella valorizzazione delle biomasse) ha organizzato il convegno Rapporto sulla bioenergia in Italia. Obiettivi e traguardi per il 2020. In un cd rom interattivo, la cui realizzazione è stata cofinanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela e del Territorio del Mare nell’ambito della campagna “Sustainable Energy Europe”, si inquadrano tre coppie di elementi chiave, imprescindibili secondo Itabia per uno sviluppo sostenibile del settore: risorse ed efficienza, mercato e buone pratiche, sostenibilità e garanzie. L’analisi rileva per il nostro Paese una solida base industriale ed un potenziale di ricerca finalizzata molto elevato. Sono però molti i punti di debolezza che caratterizzano ancora il sistema biomasse: tra questi la poca considerazione che hanno le filiere di successo sia in termini di contributo alla produzione/risparmio di energia sia riguardo l’accettabilità sociale nelle politiche pubbliche. Ma anche la poca attenzione alle condizioni dei suoli agricoli e forestali, la difficoltà ad istituire accordi di filiera pluriennali tra gli operatori del settore, la frammentarietà delle normative e l’instabilità temporale delle prescrizioni, lo scarso coinvolgimento delle popolazioni locali. La disponibilità potenziale di materia prima indicata nel Rapporto ammonta a circa 24-30 Mtep/anno (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio annui), che potrebbero costituire una risorsa importante per il rispetto degli obiettivi fissati per le FER a livello europeo.

Di biomasse si è parlato anche nel convegno organizzato da CRA-SCA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) sul tema Filiere agro-energetiche nel Sud Italia. Un limite alla loro diffusione è dato dalla struttura e dall’organizzazione del sistema agricolo meridionale, caratterizzato da una ridotta superficie arabile, da una scarsa disponibilità di acqua e dalla dimensione ridotta delle aziende agrarie. Sono anche da considerare i limiti dovuti alla stagione arida che si estende da aprile fino all’inizio dell’autunno. Di contro, per l’ambiente mediterraneo la radiazione solare rappresenta una potenzialità in più rispetto ad altre aree geografiche. Considerando, allora, che le specie vegetali riescono a convertire in biomassa il 2-4% dell’energia solare è ipotizzabile il raddoppio delle produzioni unitarie con l’ausilio del miglioramento genetico mirato ad aumentare la produttività delle specie da biomassa.

Ad Agrilevante si è fatto il punto anche sui primi tre anni di attività del progetto di ricerca Frumed a cura del Cra-Fru (Centro di ricerca per la frutticoltura) e a cui hanno partecipato molti operatori. Articolato in 4 sottoprogetti (Provisud, Innova, Vafruseme e Dafme) ha consentito di dare un fondamentale contributo alla soluzione di alcune tematiche importanti per il consolidamento e lo sviluppo della frutticoltura meridionale.

Di taglio tecnico, invece, la giornata di studio promossa dall’Unacoma sulle normative in tema di sicurezza per le macchine agricole. L’entrata in vigore della nuova Direttiva, prevista per il 29 dicembre, e le recenti integrazioni al Testo Unico 81/08 entrate in vigore a partire dallo scorso agosto richiederanno impegno da parte delle aziende per rispettare pienamente gli obblighi previsti (come l’allargamento del campo di applicazione della Direttiva Macchine, le regole sul ricondizionamento delle macchine usate, la nuova procedura di certificazione delle quasi-macchine o di analisi dei rischi applicati alle macchine). Particolarmente importante per gli operatori del settore il database sugli incidenti mortali messo a punto da Unacoma e Ispesl.



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