Il regime di aiuti comunitari venga adattato alle esigenze del settore florovivaistico e, quindi, alle specifiche necessità delle piante, siano esse ornamentali per la produzione dei fiori recisi che prettamente ad uso agricolo. Lo chiede a Bruxelles l’Associazione Florovivaisti Italiani, facendo eco alla lettera inviata dal Copa-Cogeca direttamente al direttore generale Commissione Agricoltura Ue, Wolfgang Burtscher.
Come, infatti, sostenuto dal Comitato delle organizzazioni professionali agricole (Copa) e dal Comitato generale della cooperazione agricola dell’Unione europea (Cogeca), il florovivaismo europeo esce fortemente danneggiato dalle restrizioni adottate dai Paesi membri Ue, per far fronte all’emergenza Coronavirus. Solo in Italia -ribadisce Florovivaisti Italiani che sta sollecitando governo e ministero perché intervengano con misure ad hoc- si parla di perdite fino al 100%, in un periodo, la primavera, strategico per il comparto. Ricavi, quindi, nulli per 24 mila aziende del settore che con 2.5 miliardi di fatturato, rappresentano il 5% della produzione agricola nazionale.
Per Florovivaisti Italiani, è urgente fornire liquidità agli operatori del settore, precisi aiuti di Stato, ma servono anche risposte concrete dall’Europa per la gestione della crisi. Occorre un fondo per sovvenzioni dirette e modalità adeguate di accesso al credito. Va estesa la cassa integrazione per i mesi di giugno e luglio (per l’anticipo lavorazioni nei vivai), occorrono tutele per i “coadiuvanti agricoli” e ancora, la definizione della documentazione utile a certificare il mancato fatturato e per la distruzione delle produzioni.
A livello europeo, nello specifico -aggiunge l’Associazione Florovivaisti Italiani sostenendo la richiesta del Copa-Cogeca- la Commissione dovrebbe destinare al comparto un bilancio al di fuori di quello della PAC e attuare un regolamento specifico sulle misure eccezionali. A breve termine e urgenti per la produzione, servirebbero azioni mirate a compensare almeno l'80% costi di smaltimento e di produzione del non venduto e a mantenere il funzionamento del mercato unico. Nel medio-lungo termine sarà necessario, invece, un fondo di promozione per le esigenze dei fiori e delle piante ornamentali, oltre la ripresa annuale della riunione dell’orticoltura su piante e impianti ornamentali.
Infine, Florovivaisti Italiani invita a ricordare il ruolo cruciale e quindi da tutelare, svolto da piante e fiori per la salute del pianeta e dei suoi abitanti, così come del resto, già previsto dal Green New Deal.
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