“Il settore delle macchine agricole è da considerare un fiore all’occhiello delle produzioni italiane, eppure non è rientrato tra gli incentivi riconosciuti dal Governo al settore automobilistico in generale, perché?” Con questa domanda oggi alla Camera, l’onorevole Gabriele Cimadoro (Idv) ha voluto attirare l’attenzione del ministro Elio Vito e dell’intero esecutivo sulle difficoltà che l’Unacoma (l’Unione Costruttori Macchine Agricole) e tutta la filiera dell’indotto che ruota intorno alla produzione di macchinari agricoli hanno recentemente denunciato. “Stiamo parlando di una best pratice del Made in Italy – ha proseguito Cimadoro in Aula – che rischia una contrazione del 30-40% sul mercato internazionale, pari a circa 35.000 posti di lavoro.”
“Siamo contenti che sarà inserito un emendamento al decreto incentivi in discussione in questi giorni in commissione Finanze della Camera a sostegno di questo settore strategico nazionale – ha replicato l’onorevole Sergio Piffari alla risposta del ministro Vito – ma auspichiamo che i finanziamenti siano all’altezza di un comparto che è al secondo posto a livello mondiale per produzione ed al primo per grandezza di gamma.” “Non va poi sottovalutato – ha ricordato Piffari come capogruppo Idv alla commissione Ambiente – che un ammodernamento del parco macchine significa dare un contributo fattivo all’inquinamento ambientale ed alla sicurezza sul lavoro ai tanti operatori di mezzi agricoli”.
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